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Frequently Asked Questions

F.A.Q. non è una parolaccia, bensì una sigla che sta per Frequently Asked Questions, ovvero "Domande Poste di Frequente".

F.A.Q. è ormai divenuta una parola di uso comune nel linguaggio di Internet e sta ad indicare una raccolta di informazioni a disposizione dei navigatori.

Nelle F.A.Q. qui elencate abbiamo inserito le risposte alle domande più importanti e significative che ci vengono quotidianamente poste.

Se hai dubbi o quesiti controlla le nostre FAQ!! Potrebbe esserci la risposta che stai cercando...
E se così non fosse, beh, allora mandaci una mail all'indirizzo Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo



D. Quando si può iniziare il nuoto?
R. Non esiste un’età specifica per iniziare a nuotare. Anche il bambino sia pure sottoforma di gioco può entrare subito in confidenza con l’acqua, perché è un elemento a cui è abituato.
Nei primi quattro mesi di vita infatti, il neonato mantiene il riflesso natatorio sviluppato nel liquido amniotico: può essere quindi positivo cercare di far nascere nel bambino l’amore per l’acqua il più presto possibile. Durante il primo anno di vita il bambino può prendere confidenza con l’acqua in presenza di almeno un genitore.

D. Siete attrezzati per passeggiate in bicicletta per non vedenti?
R. Proprio sotto questo principio è nata un'iniziativa che prevede l'utilizzo di un vero e proprio tandem, al cui posto di comando siede la cosiddetta guida, mentre ai pedali posteriori (con una buona parte della fatica sulle spalle o meglio sulle gambe) un non vedente.
Il fine è di dimostrare che anche attraverso un'attività sportiva quale può essere una semplice passeggiata, si possono coinvolgere persone con qualsiasi tipo di disagio o disabilità dando vita a momenti di vera e piena integrazione, nei quali le capacità dei partecipanti possono esprimersi ed essere valorizzate.

D. Sono parecchio in sovrappeso e vorrei dimagrire, come conviene allenarsi per ottimizzare i risultati?
R. Quando ci si trova di fronte a situazioni di forte sovrappeso (anche obesità) è necessario prestare massima attenzione alla propria condotta. Molto in breve: l'obesità non è un inestetismo, nè una curiosità anatomica, nè semplicemente l'espressione di una scarsa volontà nel mangiare di meno. L'obesità è una malattia. E' una malattia, fra l'altro, perchè porta delle importanti complicazioni (diabete, ipertensione, cardiopatie, alcuni tumori, patologie respiratorie, colelitiasi ed anche, molto importante, artrosi grave soprattutto alle ginocchia) e soprattutto perchè porta ad una riduzione della spettanza di vita (oltre che della sua qualità) fino a 10 anni. E' una malattia sociale: ne sono affetti oggi circa il 10% degli italiani adulti.

Detto questo ... per prima cosa sarà necessaria una serie di visite mediche che stabiliscono lo stato di buona salute del soggetto e la sua possibilità di praticare attività sportive. Inoltre sarà bene lasciare le diete "fai da te" per rivolgersi presso medici dietologi per stilare una prima dieta adatta alla propria persona e allo stile di vita che si vuole intraprendere. La dieta è naturalmente la terapia più immediata e logica; tuttavia è noto e dimostrato ormai da tempo (vedi Consensus Conference dell'NIH del 1991) che per certi livelli di peso la dieta non è più in grado di essere efficace perché o non fa calare di peso oppure (più comunemente) provoca un calo di peso solo temporaneo che è impossibile stabilizzare. Qui sarà possibile, allora, integrare un'attività sportiva, seppur blanda, sotto stretta osservazione medica. Si tratterà di un'attività principalmente aerobica e inizialmente andrà svolta attraverso l'ausilio di macchinari appositi che non facciano scaricare il peso corporeo sulle articolazioni degli arti inferiori. Quindi al bando il running e largo a cyclette e/o vogatori fino a quando il peso non sarà calato per la sinergia di dieta ed esercizio fisico. Pensate che la sintomatologia dolorosa di un ginocchio artrosico in un paziente obeso migliora radicalmente con una perdita di peso anche di soli 5 chili.

Quando il soggetto sarà più preparato ed "educato" ad un regime di vita più salubre, potrà affrontare anche esercizi più complessi ed impegnativi

D. Ho dei Kg superflui e vorrei smaltirli mediante l'esercizio con i pesi in palestra, come mi devo allenare?
R. La risposta è immediata: la palestra, intesa come sala pesi, non è adatta al dimagrimento. Per dimagrire è necessaria una dieta corretta abbinata ad un'attività aerobica costante nel tempo. I pesi possono rivelarsi utili solo se abbinati a questi elementi indicati prima per aumentare il tono muscolare o mantenerlo contrastando la seppur minima catabolizzazione (quando si vuol dimagrire perdendo massa grassa e al massimo possibile solo mantenere la massa magra esistente; accrescere la propria massa muscolare durante le fasi di dimagrimento è molto difficile e richiede esperienza, conoscenza e soprattutto una meticolosità nel dosare dieta, allenamento aerobico e anaerobico che spesso non sono alla portata di tutti, soprattutto se allenati in maniera "natural"). Il lavoro ai pesi non è in grado, a causa della durata dei gesti atletici, di stimolare il processo lipolitico, sebbene esso porti ad un dispendio calorico, dovuto principalmente alla perdita di glicogeno e non di lipidi.

D. Ho il classico salvagente e/o maniglie nel girovita, ho i fianchi larghi, il sedere grosso, vorrei eliminarli, come posso fare?
R. Sebbene la risposta potesse essere ricavata per deduzione leggendo le altre risposte riguardo al dimagrimento in genere, la mole di domande sul newsgroup riguardo questa zona precisa ci spinge a trattarla nello specifico, eventualmente riassumendo per punti quanto già detto. Perciò sappiate:
  • Elettrostimolatori: sono utili per la riabilitazione e per particolari programmi mirati; al dimagrimento localizzato non servono a nulla (anche perchè non esiste un dimagrimento localizzato).
  • Le creme snellenti non fanno nulla se non in fisici già con % di fat molto basse.
  • I fat burner, i termogenici, funzionano, a prescindere dalle eventuali controindicazioni, solamente su fisici con % di grasso molto basse.
  • Saune e bagni turchi non fanno assolutamente nulla per il dimagrimento.
  • Le demonizzazioni alimentari non portano a nulla se non inserite in un contesto di computo del fabbisogno calorico giornaliero abbinato al relativo consumo. E' ovvio che per ottimizzare l'alimetazione, e conseguentemente le proprie prestazioni fisiche e di ricerca della definizione, bisognerà prediligere alimenti salubri con il miglior apporto e qualità di macronutrienti.
  • Massacrarsi di addominali o esercizi non aiuta: aumenterà il tono muscolare della parete addominale, rinforzerà il vostro busto e/o le altre parti del corpo, aiuterà il contenimento delle viscere e della pancia (tutte cose utili e salutari), ma il vostro girovita e grasso non diminuiranno per niente. L' esercizio costruisce della massa muscolare, che non elimina la massa grassa (sono 2 cose ben diverse che non si trasformano miracolosamente una nell'altra, nè tanto meno interagiscono direttamente), ma và soltanto ad aggiungersi (quindi paradossalmente il vostro giro vita potrebbe aumentare la propria circonferenza in caso di mancata diminuzione di massa grassa ed di aggiunta di massa muscolare). Il massimo che potrete pretendere da sessioni di addominali e/o esercizi in palestra sarà il computo del dispendio calorico, magari anche esiguo e il relativo innalzamento del metabolismo che provocherà una richiesta maggiore di introito calorico (cosa del tutto inutile se non creiamo mai lo scompenso calorico atto al dimagrimento).
  • Non esiste un dimagrimento "localizzato" unicamente nel girovita o in altri punti: la perdita di grasso dovuta al procedimento lipolitico avviene più o meno uniformemente in tutto il corpo, anche in quelle zone che noi reputiamo già magre e/o perfette. Il nostro corpo non ragiona per "compartimenti" decidendo da quale attingere, esso attinge dalla massa grassa generale. Quindi basare il proprio dimagrimento solo sul computo dei Kg persi è un'idiozia; ben più intelligente è una misurazione costante del girovita o della zona interessata, tenendo conto di eventuali diminuzioni/aumenti di massa muscolare addominale e lombare, abbinata ad un esame "critico ed obiettivo" davanti alo specchio. Quindi la valutazione ottimale tiene conto di: peso corporeo, misure, specchio, eventuale plicometria.
  • L'unico metodo riconosciuto e valido per poter dimagrire è l'abbinamento costante di: attività aerobica + dieta + eventuale esercizio fisico.
  • Attività aerobica: svolta costantemente e per tempi prolungati (min 20 - 30 min.) e possibilmente a digiuno e lontana dalle sedute in palestra.
  • Dieta: intesa come regime alimentare controllato che porti ad un differenziale calorico del soggetto attestato intorno alle 200-300 Kcal al giorno. (Differenziale = fabbisogno calorico quotidiano - Kcal assunte quotidianamente). Portare il differenziale a valori più alti non sempre garantisce risultati migliori e più duraturi: meglio quindi programmare la propria dieta nel tempo e nelle quantità con anticipo senza ridursi all' ultimo minuto.
  • Esercizio fisico: utile per minimizzare la perdita di massa magra (massa muscolare). Sia chiaro che una dieta corretta e un'attività aerobica non provocano catabolizzazioni considerevoli.


D. D: Quali sono i muscoli motori primari per il nuoto? Che ruolo hanno? Come posso allenarli a secco?
R.
  1. Depressori del braccio: Grande dorsale, gran pettorale, grande rotondo, tricipite. Questi muscoli tirano il braccio attraverso l'acqua e forniscono la stessa forza propulsiva per i quattro stili da competizione.
  2. Rotatori interni del braccio: Grande rotondo, subscapolare, grande dorsale e gran pettorale. I rotatori del braccio vengono usati in tutti e quattro gli stili, purché eseguiti correttamente. Per illustrare questa azione, protendete il braccio orizzontalmente, e piegate il gomito a 45 gradi, poi sollevate il gomito e abbassate la mano.
  3. Flessori del polso e delle dita: Flessore del carpo, ulnare e palmare. Molti nuotatori non hanno in questi muscoli forza sufficiente per controllare tutto l'attrito che le mani incontrano nell'acqua; per questo motivo "lasciano la presa" durante la trazione, rilassando le dita e il polso.
  4. Estensori del gomito: Tricipite. L'estensore del gomito, muscolo di notevole potenza, viene usato nella farfalla, nel crawl e nel dorso al termine della trazione, per spingere indietro l'acqua.
  5. Estensori della gamba e della caviglia: Quadricipite femorale, gastrocnemio e gluteo. Tutti questi muscoli sono coinvolti nella partenza e nello stacco dal bordo della vasca; l'importanza del loro sviluppo è evidente. Essi rappresentano anche i motori primari dell'azione delle gambe nel dorso. Alcuni muscoli poi producono una potenza supplementare, in quanto assistono, ma non generano il nuoto. Tra questi ricordiamo i muscoli del tronco anteriori, laterali, posteriori. La loro azione consiste nel collegare la potenza applicata davanti dalle braccia a quella applicata dietro dalle gambe; stabilizzano il corpo e danno al tronco un assetto elastico.